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Come scegliere un saldatore a stagno?

Come scegliere un saldatore a stagno?

Chi si occupa di piccoli lavori ed elettronica ha sempre bisogno di nuove idee e consigli per capire come scegliere un saldatore a stagno. Vale a dire uno strumento indispensabile per unire tutti gli elementi necessari al tuo lavoro. Lo usi sempre.

Se vuoi creare un tavolino da giardino con impianto stereo accendi il saldatore e se ti dedichi ai tuoi progetti Arduino anche. Ma lo hai già acquistato? Basta andare su Amazon per trovare una scelta infinita di saldatori a stagno: quale scegliere? Ecco cosa devi sapere per avere nella tua officina il saldatore giusto per le tue esigenze.

Meglio saldatore base o stazione?

Prima di iniziare con i vari punti da valutare quando devi acquistare un saldatore devi prendere in esame la possibilità di non accontentarti di un normale saldatore con relativo supporto e cavo da collegare all’alimentazione: oggi con prezzi abbordabili puoi portare in officina ottime stazioni di saldatura digitali. Tipo questa di marca Preciva (in basso) che ha tutto quello che serve per portare a termine i tuoi lavori su cavi, schede e circuiti.

Come scegliere un saldatore a stagno
Stazione di saldatura 60W Preciva con temperatura da 90° a 480°C.

La stazione consente di lavorare con temperature precise dato che le puoi regolare con la manopola e gestire dal display. Inoltre hai il porta-rocchetto e tutto il necessario per pulire le punte come la spugna e il detergente. Non è comoda da portare fuori dall’officina, ma è sicuramente una presenza importante per chi lavora a stretto giro con l’elettronica.

Non dimenticare, inoltre, che esistono anche stazioni che combinano saldatore a stagno e ad aria calda. Quest’ultimo accessorio, presentato al alto opposto del classico saldatore con punta incandescente permette di compeltare lavoro differenti. Compresi quelli di rimozione adesivi, sverniciatura, saldatura della plastica con una buona dose di precisioen dato che nei kit sono compresi bocchettoni con uscite differenti, più o meno larghi.

Da leggere: come saldare due cavi in sicurezza

Temperatura del saldatore

Il primo punto da ricordare per capire quale saldatore acquistare: la temperatura. Per fondere il filo di stagno con diametro medio, necessario per effettuare il lavoro di base, possiamo lavorare sui 300 gradi. Servono fili di spessore maggiore? La scelta del saldatore elettrico deve garantire temperature superiori. Anche 500 o 600 gradi.

Però c’è da aggiungere un punto: non bisogna ragionare per estremi. Questo significa che se ti capita di lavorare con temperature differenti puoi scegliere un modello con regolatore digitale della temperatura. Così puoi puntare sulla massima precisione.

Non dimenticare anche di valutare tempi di riscaldamento e raffreddamento: il nucleo in ceramica consente di raggiungere la temperatura necessaria in pochi secondi, mentre la modalità sleep consente di abbassare il riscaldamento della punta. Questo avviene se non usi il saldatore per più di 10 minuti in modo da evitare ossidazione della punta.

Qual è la potenza ideale per te?

Mediamente un buon saldatore elettrico ha una potenza che va dai 15W ai 50W e con questi numeri si possono eseguire la maggior parte dei lavori legati al fai da te e ai piccoli lavori di elettronica. Potenze superiori sono necessarie per impieghi gravosi.

Qual è la soluzione? In ogni caso se rimani intorno ai 30/50W hai tutto quello che ti serve per collegare fili elettrici, operare sui circuiti elettronici e sulle schede di Arduino.

Quale dimensioni del saldatore

Spesso si tende a confondere questo parametro con la qualità generale di uno strumento. Come scegliere un saldatore a stagno? Se devi operare su elementi piccoli e hai bisogno della massima precisione possibile puoi acquistare uno dei modelli più semplici, la penna o il saldatore a stilo. Questa soluzione è particolarmente sottile e leggera, la porti nella borsa degli attrezzi e consente di operare in modo da curare ogni dettaglio.

Kit Preciva da 60W 220V, temperatura regolabile fino a 480℃.
Kit Preciva da 60W 220V, temperatura regolabile fino a 480℃.

Ciò non impedisce di avere al proprio fianco anche una buona stazione di saldatura, vale a dire un attrezzo che comprende anche il supporto, l’attrezzatura per regolare temperatura, retina per pulire il saldatore a stagno, sistemi per garantire la sicurezza, la qualità del lavoro e le comodità necessarie a chi lavora per ore con questo attrezzo.

In ogni caso, che sia saldatore stilo o postazione assicurati che l’impugnatura sia ergonomica, morbida e confortevole per lavorare anche diverse ore.

La punta fa sempre la differenza

Qual è la strada da seguire in questi casi? Se hai necessità di effettuare lavori diversi, più o meno articolati, puoi scegliere un modello che consente di cambiare l’estremità. In modo da avere forme dritte o piegate e avere maggior mobilità. Le punte ideali?

Sono quelle con anima di rame rivestita in ferro. In questo modo si garantiscono tutte le necessità: una buona bagnabilità, resistenza all’usura e conducibilità termica. Quindi niente saldatori senza punta intercambiabile e buona qualità di queste estensioni.

Da leggere: quali sono i principali tipi di saldatura

Come scegliere saldatore a stagno

Diciamolo, non esiste un saldatore definitivo e valido per ogni occasione. Esistono dei parametri da rispettare per la potenza e dei consigli per la scelta della punta. Che deve essere intercambiabile, ben pulita e sempre di grande qualità.

La stazione è sempre una buona scelta per chi lavora tanto con le saldature, ma i modelli sottili sono pratici e facili da portare in borsa. Meglio avere entrambi, non credi?

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